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“Esperienze verso un’Integrazione di Comunità“, Convegno sulla Legge 104/92
Si è tenuto lo scorso
sabato 5 giugno 2010 il quarto Convegno sulla Legge 104/92 presso il Centro
Congressi Confartigianato di Vicenza. La tematica affrontata in questo
quarto appuntamento era incentrata sulle "Esperienze verso un’Integrazione
di Comunità" un percorso per capire quali sono le accessibilità e i percorsi
di innovazione che questa legge contribuisce nell’abbattimento delle
barriere della disabilità. Fra i relatori si segnala l’intervento di Sara
Marini, psicologa, segretaria provinciale dell'ENS di Vicenza e
Vicepresidente UIC Vicenza che ha parlato in particolar modo della sua
esperienza nei progetti in cui è stato coinvolto anche l’ENS di Vicenza
nella partecipazione e nello scambio culturale con i bambini sordi e ciechi
in Ecuador; progetto che si è rivelato molto utile e di grande apertura e
conoscenza verso queste categorie di disabilità. E’ intervenuto anche il
Presidente della sezione provinciale dell’ENS di Vicenza Alberto Noro che ha
ringraziato la Provincia di Vicenza per l’opportunità concessa con i vari
progetti e per la presenza degli interpreti LIS che ha permesso ai sordi
presenti di seguire i lavori del convegno.
A fine Convegno è
intervenuto anche il Vicepresidente del Consiglio Regionale dell’ENS Veneto,
Rocco Roselli, il quale ha mostrato il suo disappunto ad una affermazione
del moderatore del convegno Salvatore Nocera (Vice Presidente Nazionale
F.I.S.H. - Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) il quale
affermava che "la LIS in Italia difficilmente vedrà il riconoscimento
legislativo perché è una lingua utilizzata da una ristretta categoria di
sordi segnanti e non da quelli oralisti a cui la tecnologia attuale (come ad
esempio la sottotitolazione in simultanea, la ripresa ingrandita del labiale
dei relatori) può offrire altre possibilità di integrazione. Roselli ha
voluto ricordare le due risoluzioni del Parlamento Europeo, datate 1988 e
1998, in cui si chiede agli stati membri che vengano aboliti tutti gli
ostacoli all’uso della lingua dei segni e ne sollecita nel contempo il
riconoscimento giuridico; così come richiesto anche dall’art. 21 della
recente Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità con il
quale si invita gli stati membri a riconoscere e promuovere l’utilizzo delle
lingue dei segni dei rispettivi Paesi. Ha precisato inoltre che non
corrispondono al vero i pregiudizi con cui la LIS viene demonizzata come la
rappresentazione della morte della lingua italiana verbale ma, è tutto il
contrario visto che la LIS permette alle persone sorde di disporre di un
ulteriore strumento di accesso all’informazione, alla comunicazione e
favorisce, attraverso il bilinguismo, un maggiore inclusione sociale. Ha
concluso rimarcando sul fatto che la LIS serve alle persone sorde per
sentire e non a parlare come erroneamente creduto dai più. Non sono mancati
i plausi della platea e la piena condivisione dei sordi presenti di quanto
affermato da Rocco Roselli.
Redazione Ensveneto.it
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