La storia
ll riconoscimento legislativo dell'ENS: Legge storica 12 maggio 1942, n.889. Dal
primo nucleo dei sordi italiani. Nel 1920 a Genova fu organizzato il primo
convegno dei Sordomuti per trovare una soluzione ai loro problemi (scuola,
lavoro, vita sociale e relazionale) a livello nazionale, fu poi costituita la
Federazione Italiana delle Associazioni fra sordomuti (Milano, Genova, Torino,
Firenze, Alessandria, Trieste, ecc.).
Il successivo convegno fu fatto a Roma nel 1922 organizzato dalla stessa
Federazione con le relative scelte per la redenzione dei sordi:
autodeterminazione, libertà, difesa del valore e dei diritti dei sordi e
soprattutto il controllo sulle loro scuole. Questa determinazione segnò il
malumore di diversi sordomuti vicini all’orientamento politico-fisolofico degli
Istituti per l’educazione dei sordi, poi costituitasi nell’Unione Sordomuti
Italiani (1924). Continuò però “l’avversità di sentimenti e di intenti
contrastanti tra le due correnti di opposte tendenze che esercitavano
continuamente a grave nocumento dei sordi italiani” e durarono parecchi anni
facendo altrettanti convegni a livello nazionale capeggiati da due sodalizi
nazionali antagonisti.
Padova la prima culla dell’ENS
Intanto l’associazione patavina costituitasi nel 1926, sotto la
presidenza di
Antonio Magarotto,
organizzò il primo congresso nel 1927 e quello del primo Raduno a Padova nel
1932 che permise la realizzazione dell’unità dei sordi perché le due importanti
manifestazioni nazionali furono di assenso dalle due sopradette associazioni
nazionali per la loro partecipazione, per poter richiamare il Governo alle
esigenze ed alle aspettative dei sordi: oltre all’istruzione obbligatoria,
conquistata dalla Federazione, la tutela e il lavoro dei sordi.
Nel Raduno padovano si incontrarono diversi rappresentanti locali, oltre alla
Federazione e all’Unione, e tutti decisero per la necessità di costituire
l’unico “Ente Nazionale” per avere più forza. Quindi sottoscrissero l’ordine del
giorno presieduto dal Comitato Organizzatore del citato Raduno Antonio Magarotto
(† 1966) e preparato in base ai consensi dei convenuti da Giuseppe Enrico
Prestini († 1941).
Legge 1942
Dopo il raduno, tornò la divisione dei due sodalizi e le associazioni
storiche dei sordi abbandonarono l’interesse del sopraddetto documento, mentre
A. Magarotto proseguì per giungere all’obiettivo deciso dal Raduno denominato
“Patto di Padova” contattando gli ambienti politici del Regime, così nacque la
legge che riconobbe l’ENS come ente morale. Due anni dopo, la sede centrale
dell’ENS fu trasferita da Padova a Roma per riprendere la sua attività
istituzionale ma c’era il malcontento dell’altra parte dei sordi collegata
all’evoluzione del regime a quello democratico attorno al 1945 e l’ENS era
ancora sotto il vecchio sistema governativo.
Riorganizzazione ENS
Ripresi i febbrili contatti tra i sordi attraverso due importantissimi
congressi del 1946 prima a Roma e poi a Milano, venne confermata l’importanza
della legge
12 maggio 1942,
istituendo però una commissione nazionale di sordi composta da 10 membri di cui
5 dell’Ente Nazionale Sordomuti (Roma) e altri 5 dell’Unione Federativa dei
Sordomuti (Milano) che guidò la ripresa dell’ENS fino alla nuova legge di
riorganizzazione ENS (Legge 1950). Così iniziò l’avvio della decorosa e
prestigiosa attività istituzionale dell’ENS per la tutela, la rappresentanza e
la difesa degli interessi morali ed economici dei sordi italiani che prosegue
tutt’oggi sotto l’attuale presidenza di Ida Collu tracciando nel ricordo tutti i
valori di ieri e di oggi. Viva l’ENS e l’unità dei sordi nel bene e nella pace.
tratto da
www.storiadeisordi.it di Franco Zatini -
Vice presidente Nazionale ENS