04/03/09
DA SCIENZIATI DEL MIT DI BOSTON
Un cellulare in aiuto di chi
non sente
Allo studio un dispositivo
che trasforma le onde sonore in vibrazioni che possono essere
riconosciute al tatto
MILANO -
Un cellulare «adattato» e i sordi potrebbero evitare la fatica di
leggere le labbra di chi sta parlando o di ricorrere a costosi impianti
cocleari che non sono alla portata di tutti. I ricercatori del
Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston hanno pensato di
trasformare un semplice smart phone, uno di quei cellulari con funzioni
aggiuntive rispetto a quella del semplice telefono, in maniera tale che
riesca a tradurre il suono di chi parla in vibrazioni per chi (sordo)
ascolta.
LEGGERE LE LABBRA -
Leggere le labbra è un mezzo fondamentale di comunicazione per molti non
udenti, ma ha un inconveniente, oltre a quello di richiedere
un’attenzione molto alta: certe consonanti, per esempio la «p» e la «b»
, cioè le labiali, sono difficili da distinguere. Un sistema tattile
capace di trasformare le onde sonore in vibrazioni, che possono essere
percepite attraverso la pelle, può essere utile per ovviare a questo
inconveniente: può infatti trasmettere quelle sfumature delle parole che
non possono essere colte soltanto dallo sguardo. Il progetto si inspira
al cosiddetto metodo Tadoma per le persone che non sentono e non vedono:
queste persone riconoscono i suoni vocali mettendo il pollice sulle
labbra e il palmo sulla guancia di chi parla. Ora i ricercatori del Mit
stanno studiando la versione tecnologica di questo sistema.
IMPIANTI COSTOSI – «Molte
persone non udenti – ha commentato Ted Moallem che sta lavorando al
progetto – soprattutto nei paesi più poveri, non hanno accesso alla
chirurgia e questi dispositivi potrebbero essere molto più economici
degli impianti cocleari». Ecco allora che al Mit stanno sviluppando un
software compatibile con gli attuali cellulari che possono così
trasformarsi anche in «convertitori» di suoni. In altre parole, basta
inserire nel telefono un microfono, un processore e un sistema di
vibrazione che viene poi percepito attraverso la pelle (del resto i
cellulari hanno un sistema di vibrazione che avverte quando è in arrivo
una chiamata o un sms). Il prototipo, messo a punto al Mit, ha due
intervalli di vibrazione: uno per i suoni ad alta frequenza e uno per
quelli a bassa e per ora può essere tenuto in mano o portato al collo.
Ma i ricercatori stanno lavorando al perfezionamento dei sistemi di
trasformazione dei segnali acustici in segnali tattili e stanno
studiando la capacità della pelle di «leggere» le frequenze.
RECETTORI TATTILI -
L’orecchio umano infatti può recepire frequenze al di sopra dei 20 mila
hertz, ma per i recettori tattili della pelle le frequenze ottimali sono
sotto i 500 hertz. Per studiare questi ultimi i ricercatori hanno messo
a punto un dispositivo che può inviare tre distinti gruppi di vibrazioni
simultaneamente a tre diverse dita della mano. Vibrazioni più lettura
labiale, dunque, dovrebbero migliorare le capacità di chi non sente di
comunicare con gli altri.
Adriana Bazzi